Jean-Michel Basquiat: controverso genio dei graffiti

“Cancello le parole in modo che le si possano notare. Il fatto che siano oscure spinge a volerle leggere ancora di più”.

Artista controverso e anticonformista, Basquiat nasce a New York il 22 dicembre del 1960: a lui andrà il merito di essere riuscito a scardinare i limiti fino a quel momento associati alla street art, portando questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte di tutto il mondo. Protagonista di una parabola artistica impareggiabile, produce in pochi anni oltre mille disegni e altrettanti dipinti.

Jean-Michel Basquiat

Jean-Michel Basquiat – photo credit: 111O 

Una carriera breve quanto fulminante, quella di Basquiat, prematuramente scomparso a causa di un’overdose di eroina, a soli 27 anni. La frequentazione di artisti, poeti e musicisti, tra i quali Keith Haring ed Andy Warhol, saranno per lui costante fonte ispirazione, giocando un ruolo cruciale nell’elaborazione di quel personalissimo stile che lo ha reso noto al mondo intero: un universo “scarabocchiato”, fatto di immagini rozze, infantili, e figure filamentose che si intersecano con parole e figure, restituendo allo stesso tempo la spontaneità della strada e il riferimento colto alle avanguardie del Novecento. All’inizio degli anni ’80 diviene assiduo frequentatore dei club più esclusivi nella scena socio-culturale newyorchese, avviando una breve quanto intensa relazione con la cantante Madonna. Nel 1983 riesce quindi a entrare nella Factory di Andy Warhol, indiscusso re della pop art, con il quale instaura una forte amicizia e che presto diverrà il suo più fervido sostenitore. Il linguaggio di Basquiat, diretto e apparentemente infantile, si fa nel frattempo portatore di messaggi sempre più moderni, concentrandosi, in particolare, sulle tematiche care alla comunità afroamericana che vive a New York. La notizia della morte dell’amico getta tuttavia questo giovane e tormentato artista in una violenta fase di tossicodipendenza, al seguito della quale inizierà a soffrire di frequenti disturbi psichici, fino a quando, il 12 agosto del 1988, a soli ventisette anni, un’overdose di eroina pone fine alla sua folgorante parabola artistica. La sua incredibile carriera e la drammatica, quanto prematura morte, varranno a Basquiat il soprannome di ‘James Dean dell’arte moderna’. Fuggito di casa ad appena 15 anni, Basquiat ha sperimentato, ancora giovanissimo, la vita da senzatetto, frequentato spacciatori e sbandati di ogni tipo, assaporato i più sfrenati eccessi e intanto frequentato club esclusivi, dato scandalo, fatto parlare e riflettere; esposto nelle gallerie di tutto il mondo e conquistato la copertina del New York Times Magazine: il pennello in mano, il piede nudo posato su una sedia rovesciata ed il completo Armani indosso; sempre in bilico tra tossicodipendenza e depressione, genio ed esaltazione. Oggi le sue opere vengono battute all’asta per milioni di dollari.

Jean-Michel Basquiat, Hollywood Africans, 1983

Jean-Michel Basquiat, Hollywood Africans, 1983 – photo credit: wallyg 

photo credit: duncan

 

2019-01-22T15:05:44+00:00 By |